“La Costa dei Trabocchi” è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità (UNESCO) è il tratto di costa abruzzese compreso tra San Vito e Fossacesia.

Il trabocco è una costruzione realizzata in legno di pino di Aleppo con una piattaforma diretta sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due (o più) lunghi bracci, che sostengono un’enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.

Il trabucco sarebbe un’invenzione importata dai Fenici, la più antica data di esistenza documentata risale al XVIII secolo, periodo in cui i pescatori dell’Abruzzo dovettero ingegnarsi per ideare una tecnica di pesca che non fosse soggetta alle condizioni meteomarine della zona. I trabocchi, infatti, permettono di pescare senza doversi inoltrare per mare

Nel 1889 Gabriele D’Annunzio affittò una villa presso San Vito Chietino, rimanendo colpito dai trabocchi, in particolare dal trabocco Turchino, che descrisse nel romanzo Il trionfo della morte (1894).

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